La tua voce

La tua voce

Ancora oggi, nonostante la disponibilità di avanzate tecnologie e strumenti di indagine, la voce, così semplice e complicata allo stesso tempo, rimane per molti aspetti ancora un mistero. Comunque, ci sono alcuni elementi di cui la scienza è venuta a conoscenza negli anni e che ci aiuteranno in questo “viaggio”. Semplificando, come per spiegarlo ad un bambino, la voce è prodotta dalle corde vocali che accostate l’una contro l’altra vibrano sotto l’azione della pressione della colonna d’aria prodotta dalla contrazione del muscolo diaframmatico. Una volta che il suono vibrante si propaga percorrendo l’apparato fonatorio, colorandosi coi risuonatori di petto e di testa, otteniamo quella che chiamiamo voce. Le caratteristiche della voce umana di cui è utile tener conto sono:

l’intensità, regolata dalla pressione sottolaringea, cioè dipendente direttamente dal grado di pressione della colonna d’aria, esercitata dal muscolo diaframmatico

il timbro, dettato dalle dimensioni delle corde vocali e dalla forma dei risuonatori, che fanno si che la voce sia distinguibile, univoca; possiamo considerare il timbro come i tratti distintivi del volto di una persona, ci si può somiliare, ma sono decisamente unici

l’estensione, ovvero il range vocale che l’individuo può emettere senza sforzo

la tessitura, il range vocale del tipo vocale a cui l’individuo appartiene. 

  

Tipi di voce

Sorprendentemente, è spesso possibile identificare la tessitura vocale di una persona solamente guardandola; questo è possibile perché la tessitura vocale è legata essenzialmente alla statura e alla fisionomia, ovvero:

l’altezza del busto (definito come il tratto compreso tra l’ultima costa e il collo) incide sulla tessitura vocale perché quanto più è alto tanto più lunga e robusta sarà la corda vocale

la forma del viso incide sulla tessitura vocale perché quanto più questo avrà una forma allungata tanto più lunga e robusta sarà la corda vocale.

La corda vocale lunga emetterà suoni più gravi rispetto alla corda vocale corta, che invece emetterà suoni più acuti. È questo uno dei motivi per cui individui alti e con un viso allungato sono generalmente dei BASSI (voci maschili) e CONTRALTI (voci femminili), mentre i TENORI (voci maschili) e SOPRANI (voci femminili) solitamente sono individui per lo più bassi e col viso tondo. Il BARITONO (voci maschili) e il MEZZOSOPRANO (voci femminili), trattandosi di categorie intermedie, si troveranno fisicamente a metà strada, rispettivamente, tra il basso e il tenore e tra il contralto e il soprano. 

Per fortuna, la voce, anche se emessa per mezzo della vibrazione delle corde vocali, si arricchisce di tante altre frequenze lungo il suo percorso, per cui il solo esame della fisicità di un individuo potrebbe non essere sufficiente. Ulteriori indizi utili circa la tessitura vocale di una persona si possono ricavare semplicemente ascoltandola parlare: l’altezza delle frequenze utilizzate nel parlato, che sono emesse con naturalezza e senza sforzo, costituiranno certamente le frequenze medie che quella persona utilizzerà nel cantato, da cui possiamo identificare la tessitura vocale. 

Queste considerazioni sono da tener presenti nella maggior parte dei casi e valgono allo stesso modo per le voci maschili e per le voci femminili. Tuttavia, anche se in ogni classificazione che si rispetti è necessario identificare dei confini, le tre categorie per ciascun tipo di vocale non sono assolutamente così rigidamente divise come possa sembrare. È cosa frequente, infatti, che una persona appartenga contemporaneamente a due categorie vocali, cioè:

 - basso/baritono oppure baritono/tenore (per le voci maschili) ,

 - contralto/mezzosoprano oppure mezzosoprano/soprano (per le voci femminili). 

Questo si verifica grazie al differente utilizzo dei risuonatori, siano essi di petto o di testa, che consentono di aggiungere note alte e basse alla propria estensione, come accade con l’utilizzo del flautato per le note gravi, e del falsetto per le note acute; tutte nozioni e meccanismi che l’appassionato docente avrà il dovere d’insegnare all’allievo.

 

Igiene vocale

L’appassionato docente avrà il compito e il dovere di trasmettere all’allievo quelle che sono le norme generali di igiene vocale, indispensabili per la voce cantata come per la voce parlata. Andrebbe evitato, ad esempio, di:

 - schiarirsi frequentemente la voce; 

 - sussurrare;

 - parlare forte;

 - parlare troppo.

 

Occorre poi fare attenzione anche all’ambiente che ci circonda, tentando di evitare, laddove possibile:

 - gli ambienti secchi;

 - gli ambienti rumorosi;

 - il fumo passivo (e, ovviamente, quello attivo!).

 

Inoltre, è cura dell’appassionato docente spiegare che qualora si avverta un abbassamento di voce, o una raucedine, è meglio astenersi dal canto per qualche giorno; sarebbe nocivo usare la voce quando questa non si trova nelle condizioni ideali per essere impiegata, soprattutto cantare costituirebbe uno sforzo eccessivo da far compiere ad un apparato fonatorio non in perfetta salute.  

Un appassionato docente ha il dovere di vigilare costantemente sullo stato di salute della voce di ogni allievo. Qualora durante una lezione notasse anche la minima alterazione nella voce dell’allievo, dovrà evitare di far lavorare oltremodo la voce, vista l’assenza delle condizioni ideali d’impiego; lo sforzo che altrimenti si compirebbe potrebbe essere eccessivo e la situazione di disagio si potrebbe anche aggravare. Spesso, la cura più semplice consiste semplicemente nel consigliare all’allievo un periodo di riposo vocale. Qualora però il problema persista, sarà necessario indirizzare l’allievo da uno specialista per appurare l’eventuale presenza di patologie vocali. 

La visita foniatrica, di cui la maggior parte delle persone ignora anche la semplice esistenza, è un esame assolutamente non invasivo, velocissimo e semplicissimo: consiste nell’impiego, da parte del foniatra, di una telecamera montata su fibra ottica per osservare minuziosamente e da vicino lo stato di salute e l’uso fatto delle corde vocali. Questa visita, che sarebbe opportuno tutti facessero periodicamente, al pari di altri comuni visite (es. otorino, dentista, etc.) è consigliata annualmente a chiunque utilizzi la voce come strumento di lavoro, quindi certamente cantanti, insegnanti di canto, attori, ma anche operatori di call center, etc.  

In ultimo, ma non meno importante, è bene scaldare dovutamente l’apparato fonatorio con vocalizzi prima di cantare e al termine. Un buon riscaldamento mette nelle condizioni ideali l’apparato fonatorio e lo prepara: è come fare l’indispensabile stretching all’inizio e al termine dell’attività fisica. 

 

Cosa influenza la voce

Qui di seguito espongo alcuni dei fattori fisici che possono influenzare la voce, la cui veridicità ho avuto modo di confermare durante il mio training on the job come docente di canto.

L’età di una persona influenza profondamente la sua voce; lo fa direttamente, perché le caratteristiche fisiche-corporee di ogni persona, e quindi anche la voce, cambiano con l’età. Ma anche indirettamente, perché la maturazione psichica e la consapevolezza di sé, che incidono in modo importante sulla differente emissione vocale, sono fortemente dipendenti dall’età della persona. 

Il tasso ormonale influenza notevolmente la voce, sino a ridurne l’estensione; la ghiandola tiroide e le ghiandole para-tiroidi si trovano, infatti, proprio davanti alla laringe, ed essendo responsabili del rilascio ormonale, sono in grado di influenzare notevolmente la voce, soprattutto quella femminile, soggetta a periodici sbalzi ormonali.

Il grado di affaticamento di un individuo può influenzarne la voce; se questi è stanco, avrà poche risorse da mettere a disposizione per l’emissione vocale, poiché la fonazione impegna innumerevoli muscoli.

L’idratazione corretta è un elemento essenziale per la buona emissione vocale; essendo la corda vocale rivestita di un epitelio mucoso composto principalmente di liquidi, in caso di scarsa idratazione, le pliche vocali saranno poco idratate ed il suono emesso sarà più secco/duro rispetto a quando le stesse pliche vocali sono ben idratate.

Il peso corporeo determina una differente emissione vocale perché, così come accade con gli strumenti musicali, è la massa corporea fa risuonare il suono prodotto dalle corde vocali. Per cui la voce di una persona risuonerà diversamente in funzione della propria fisicità (dipendente fortemente del peso).

I fattori allergici sono una frequente causa di alterazione dell’emissione vocale; tipicamente, causano la presenza di muco in eccesso nelle cavità nasali, all’altezza della faringe o anche nella trachea; essendo tutte aree adiacenti alla laringe, l’emissione vocale ne verrà inevitabilmente alterata.

 

L'orecchio e la voce

Quando parliamo di orecchio, consideriamo l’organo del corpo umano responsabile dell’equilibrio e dell’udito e molti si stupiscono di come il suo corretto funzionamento possa essere indispensabile per il canto. 

Ecco cosa succede nel canto. L’orecchio raccoglie le onde sonore (suoni) provenienti dall’esterno e le trasmette al cervello, il quale decodifica la frequenza e manda l’impulso di riprodurre lo stesso suono al nostro apparato fonatorio. In sostanza, l’orecchio non solo determina ma guida l’emissione vocale. Per chiarire con un esempio la sua indiscutibile utilità, possiamo dire che tra l’orecchio e la voce corre lo stesso rapporto che c’è tra le rotaie e il treno: così come il treno è guidato nel suo percorso dalle rotaie, così la voce, nella sua emissione, è guidata dall’orecchio. Va da sé, che quanto più corretto sarà il funzionamento dell’orecchio tanto più la nostra emissione vocale sarà attendibile, cioè sarà conforme al suono di riferimento che abbiamo ascoltato (appunto tramite l’orecchio). 

Per esemplificare ancora meglio quanto la funzione dell’orecchio nell’emissione vocale sia veramente indispensabile, basti considerare i cosiddetti “sordo-muti”: costoro, in realtà, hanno un apparato fonatorio che funziona perfettamente ma sono muti perché l’apparato uditivo non funziona. Di fatto, i “sordo-muti” hanno la potenzialità di poter parlare, ma non lo fanno perché il loro apparato fonatorio non è guidato. È come avere un auto ma non disporre del pilota: anche se l’auto funziona correttamente, in assenza di qualcuno che la guidi rimarrà inevitabilmente ferma. 

Alla luce di quanto illustrato nei capoversi precedenti, ora è possibile sfatare facilmente il luogo comune secondo il quale gli “stonati” sono persone che hanno un qualche problema a livello vocale; ora è lampante che la loro carenza è dettata da un funzionamento non corretto dell’orecchio: non avendo una guida, l’emissione vocale si comporta (praticamente) come vuole. 

Ogni volta che si ascolta una voce, occorre sempre pensare al ruolo che svolte l’orecchio nel processo di emissione vocale; anche un orecchio che funziona bene, può causare un’alterazione di quella che è la reale potenzialità di emissione vocale di una persona, ad esempio a causa dell’ambiente in cui vive e, quindi, dei suoni (e soprattutto dei rumori) in cui è costantemente immerso. Si pensi, ad esempio, a come sarà la voce di una persona che vive in un ambiente rumoroso: inevitabilmente, questa sarà più metallica, più dura rispetto alla voce di un’altra persona che vive invece in un ambiente silenzioso, a contatto con la natura, o comunque lontano dal rumore delle nostre città.

 

L’allievo bambino e l’evoluzione vocale

Un appassionato docente dovrebbe sconsigliare di far intraprendere troppo precocemente il percorso didattico del canto, che richiede un impegno costante di un’ora settimanale di lezione individuale; per quanto il docente possa essere bravo con la didattica, qualunque bambino, in quanto tale, potrebbe presto sentirsi appesantito da un tale impegno e potrebbe decidere di abbandonare il canto, addirittura per non riprenderlo mai più. 

Inoltre c’è da considerare che, prima di una certa età, i bambini non hanno assolutamente ben chiaro che cosa gli piaccia realmente fare, per cui si lasciano facilmente influenzare dalle passioni degli adulti che li circondano, in primo luogo i genitori. 

Per cui, un appassionato docente, dovrebbe consigliare ai bambini che nutrono una genuina passione per il canto di intraprendere prima lo studio di uno strumento musicale e solo dopo di accostarsi al canto. È vero che, per le stesse motivazioni riportate poco sopra, il bambino potrebbe stancarsi e abbandonare anche lo studio dello strumento musicale, ma, d’altra parte, lo strumento musicale è un qualcosa esterno a lui/lei e non che fa parte di lui/lei come invece lo è la voce. 

Esattamente come accade anche nell’età adulta, anche in giovane età la voce non è dipendente solamente da aspetti fisici ma è strettamente legata anche ad aspetti emozionali e psicologici, spesso troppo delicati per essere solleticati in un’età fragile come può essere l’infanzia. Certo, quando si è bambini, molte cose sono più semplici rispetto a quando si diventa poi adulti; tuttavia, la cosa più importante è che il bambino impari a conoscere quelli che sono i propri interessi e le proprie passioni e che le approfondisca seguendo il proprio istinto. Chiaramente, è compito del genitore vegliare sull’operato del bambino, non certo per impedire che sogni, perché il bambino diventa adulto proprio cercando di realizzare i sogni che fa, quanto piuttosto per guidarlo qualora il bambino si perda o non sappia quale strada seguire.

 

Alla scoperta della tua voce

La principale tentazione in cui cade il docente appassionato è quella d’imporre sempre e comunque i propri gusti personali, il proprio stile musicale, finanche la propria timbrica vocale ai suoi allievi, generando dei cloni di sé stesso. Sarebbe facilissimo per chiunque insegnare, basterebbe dire:”fai come me!”. Solo che, per quanto anche si possa lavorare “bene” (e di bene c’è poco in questo modo di fare!), i cloni non saranno comunque perfetti, e questo renderà frustrati il docente come pure i suoi allievi che, dopo aver imparato ed orientato le proprie potenzialità nella direzione del docente, in breve tempo non riusciranno più a progredire oltre, non riuscendo mai a scoprire la propria VOCE.

Il bravo docente di canto che non cade in questa tentazione è colui che ha acquisito l’arte di saper educare in modo indipendente e sempre nuovo ciascun allievo: ogni allievo è completamente diverso da un altro e per questo deve essere continuamente analizzato, valutato, esplorato, per identificare ciò di cui ha bisogno per riuscire ad esplodere le proprie potenzialità in modo peculiare e a mettere in mostra la propria vera VOCE. 

Un appassionato docente deve saper dare sempre i giusti input all’allievo, senza mai condizionarlo con la propria influenza, con la propria vocalità, ma al solo ed unico scopo di tirare fuori ciò che di buono l’allievo custodisce in sé e che è sconosciuto anche all’allievo stesso. È compito del docente riuscire ad intravedere le potenzialità dell’allievo e a motivarlo per portarlo prima alla consapevolezza delle proprie abilità, per poi aiutarlo ad esplorarle e a sfruttarle a dovere. 

Il docente deve avere la giusta sensibilità per intravedere le potenzialità dell’allievo e capire, quando accade, perché questi non riesca a manifestarle; a volte, è proprio lo stesso allievo a non essere ancora pronto per prendere coscienza delle proprie doti, abilità vocali, quasi come se fosse traumatizzato da queste.

“Ascoltare” è il primo, fondamentale e necessario requisito che fa la differenza tra un qualsiasi insegnante e l’appassionato docente. Ascoltare non solo con l’orecchio, ma con tutti i canali di comunicazione di cui disponiamo: postura, gestualità, espressioni facciali, ritmi e cadenze nel parlato… Grazie a un ascolto totalitario, l’appassionato docente potrà capire di cosa necessita realmente l’allievo, non solo nella music

 

Il reflusso gastro-esofageo può avere effetti devastanti sull’emissione vocale poiché la laringe si trova proprio al di sopra dell’esofago: eventuali fughe di gas dallo stomaco (causate appunto dal reflusso) che risalgono fino all’esofago, possono irritare le corde vocali compromettendone il buon funzionamento e l’emissione vocale.

Molti dei fattori di alterazione riportati sopra sono assolutamente comuni, alcuni addirittura stagionali (come i fattori allergici), per cui sovente qualche allievo presenta delle alterazioni vocali. È molto importante che il docente di canto riconosca la presenza di tali alterazioni per tenerne conto durante la lezione. 

 
 

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.