La mia passione

La mia passione

Solo una grande passione può generare un sano desiderio di trasmettere ciò che si vive così intensamente, e quindi: un bravo docente nasce da una grande passione.

E’ mio parere, infatti, che per essere un docente non è sufficiente seguire un corso, per quanto ben fatto o completo; questo, infatti, gli fornirebbe una base per iniziare a lavorare ma, poi senza passione, lì si fermerebbe e in breve tempo inaridirebbe. Una similitudine calzante a pennello, è quella di una bellissima pianta allevata in un vivaio: acquistata e portata in casa, per qualche giorno, sarà bellissima. Ma poi se non sarà curata, pulita, innaffiata, concimata, inizierà dopo poco a deturparsi, avvizzire e, infine, morire. Questo accade a chi non alimenta ciò che ha imparato: nel tempo, più o meno velocemente, ma comunque inevitabilmente, perderà anche quello che avrà imparato.

Ecco, allora, che un docente, per essere veramente tale e riuscire ad insegnare seriamente una qualunque disciplina, deve necessariamente nutrire una grande passione per ciò che insegna, lasciando poi che la sua naturale passione per la disciplina che ama invada e permei il processo stesso d’insegnamento di  questa disciplina. Così “l’appassionato docente” vivrà un continuo processo di arricchimento e rinnovamento e riuscirà a scoprire e conoscere cose sempre nuove, senza mai per questo abbandonare ciò che ha imparato precedentemente, piuttosto rinnovandolo ed aggiornandolo, rimanendo sempre in linea con le nuove correnti, teorie e metodologie che nel tempo si affermano. 

 

Cosa significa per me insegnare 

Per me INSEGNARE significa fornire all’allievo gli strumenti necessari per poter gestire ciò che già sa fare naturalmente (quindi parliamo di doti o capacità naturali) integrandoli gradualmente con ciò che ancora non è in grado di fare. 

Faccio un esempio concreto. Alla lezione prova, o se vogliamo chiamarlo “provino”, arrivano persone che non hanno mai preso lezioni di canto, ma che di fatto sanno già cantare e, a volte, devo dire anche bene. In questo caso sarebbe un grave errore per un docente di canto non tener conto delle capacità naturali dell’allievo: come appassionato docente, devo saper discernere ciò che va fatto da ciò che non va fatto. In questo caso, aiuterò l’allievo ad acquisire la piena consapevolezza delle proprie capacità naturali e gli insegnerò a gestirle, ad usarle al meglio. Contemporaneamente, procederò ad integrare le doti di cui dispone naturalmente con ciò che non sa ancora fare e di cui ha bisogno. Per cui, andrò a dare degli input, degli start-up, farò degli esempi, senza mai forzare l’allievo ad imitarmi: in questo modo, rifuggo dalla tentazione di creare dei cloni di me stessa, rispettando invece quelli che sono i “lineamenti vocali” caratteristici dell’allievo, senza snaturarlo e senza forzarlo a diventare ciò che non è. Ma questo costa molta più fatica perché, come spesso accade in edilizia, è molto più difficile RISTRUTTURARE che COSTRUIRE DA ZERO!

Altro tipico caso, è quello dell’allievo, appassionato di canto, che arriva alla lezione prova di canto, ma che non sa di fatto cantare, e quindi parte da un livello di principiante. In questo caso, provvederò a fornire immediatamente le nozioni di base per poter cantare; ma al contempo, man mano che l’allievo impara ed evolve, iniziando ad usare la propria vera voce, ne “studierò” le caratteristiche vocali. Accadrà così che, durante il percorso didattico, ci saranno delle lezioni in cui sarò un pochino più insistente su determinati punti, semplicemente perché avrò capito perfettamente cosa l’allievo è in grado di fare, e quindi cercherò di spronarlo un po’ più del solito per spingerlo a migliorare, ma sempre in assoluta armonia con quello che è il corretto funzionamento dell’apparato fonatorio. Non si deve MAI sforzare vocalmente l’allievo, poiché la salute dell’apparato fonatorio è la prima cosa che tiene in considerazione; anzi, a prescindere dalle capacità e dalla maturità vocale degli allievi, nelle prime lezioni sono sempre prodiga di istruzioni dettagliate inerenti le buone regole per mantenere intatta la propria salute vocale. Solo poi verrà tutto il resto: respirazione e appoggio diaframmatico, articolazione, uso dei risuonatori, microfonica, interpretazione … 

Il docente di canto è colui che si interessa della formazione dell’allievo, non solo sotto il profilo di cantante, ma lo forma a 360° sotto ogni punto di vista, per fare di lui un vero e proprio artista. 

 
 

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