Imparare divertendosi

Imparare divertendosi

 La condizione ideale da perseguire in ogni lezione e con ogni allievo, come sempre, sarebbe quella di imparare divertendosi; e questo principio, che è già stato enunciato in precedenza per i bambini, vale identicamente anche per gli adulti. Il divertimento non solo rende l’allievo ben disposto nei confronti del docente e di quello che sta imparando, ma la scienza ha dimostrato i benefici del “buon umore”: l’allievo è felice e impara meglio. 

Rendere la lezione divertente significa quindi immergere l’allievo in un ambiente positivo; allo stesso tempo, per mantenerlo tale, è necessario che l’appassionato docente eviti di trasmettere all’allievo messaggi negativi, che avrebbero esattamente l’effetto opposto di quelli positivi: un allievo non contento non ha una buona disposizione verso il docente e, ovviamente, la sua capacità di imparare si riduce di pari passo. Anche il sottolineare continuamente gli errori non aiuta di certo l’allievo che, anzi, si sentirà in un continuo stato di inadeguatezza, diventando ipercritico nei proprio confronti, finendo lui stesso a pensare di sbagliare continuamente anche quando fa delle esecuzioni corrette, col risultato finale che maturerà l’errata convinzione di non essere capace. 

Il più delle volte, le ripetizioni continue fanno tutt’altro che apportare miglioramenti, anzi, se si ripete per diverse volte qualcosa di sbagliato senza rendersene conto, si acquisirà quel modo di fare: correggerlo in seguito, una volta sedimentato, sarà ancora più difficile che non impararlo per la prima volta.

Attenzione: quanto detto sopra non significa affatto che l’esercizio non sia utile, piuttosto che l’esercizio eccessivo e non correttamente guidato e vigilato non solo può non produrre buoni risultati ma essere addirittura controproducente. 

Nella società odierna, purtroppo, nel contesto dell’istruzione come in quello lavorativo è ampiamente consolidata l’opinione che il divertimento distrae e quindi viene praticamente bandito; questo è corretto fino ad un certo punto. Se il divertimento è guidato, gestito e organizzato con i giusti tempi e spazi in un contesto sempre costruttivo e mai fine a se stesso, apporta solo che benefici, conducendo sempre a ottimi risultati. 

Applicando in modo estensivo i principi sopra riportati durante il mio training on the job ho potuto realmente sperimentare la sua efficacia e come veramente sia fondamentale, per i bambini come per gli adulti, divertirsi mentre si impara. In particolare, ho sperimentato che l’approccio giocoso è fondamentale con gli allievi bambini, come con gli adolescenti. E, magari è strano pensarlo, ma anche gli adulti lo apprezzano molto, anche se in un primo momento spesso non si dimostrano poi così ben disposti poiché si sentono a disagio, ovviamente per i motivi di cui sopra inculcati dalla nostra società; ma in un secondo momento anche loro constatando gli evidenti risultati e il fatto di aver appreso cose difficili con un minimo sforzo, sono pronti a confermare l’efficacia di questo metodo. Quale genitore, poi, portando il proprio figlio a scuola (con sacrifici economici e di tempo), non sarebbe ben contento di sapere che il figlio non solo impara, ma si diverte? Tutto questo fa aumentare enormemente la soddisfazione del genitore e l’autostima del figlio.

 

La comunicazione docente-allievo

Un Buon Docente di Canto si adatta all’allievo, non deve mai assolutamente accadere il contrario! 

Il docente di canto, come prima cosa deve entrare in comunicazione con l’allievo. Se non c’è comunicazione, non può esserci apprendimento. Una delle prime cose di cui un appassionato docente si deve accertare è proprio che l’allievo capisca ciò di cui sto parlando; se non viene recepito, va cambiato il metodo, l’approccio, vanno fatti i giusti esempi, fino a quando l’allievo palesa di comprendere realmente ciò di cui si sta parlando.  È opportuno ripetere ancora che se non c’è comunicazione non può esserci apprendimento!

Operando con esempi semplici, chiari, per una comprensione immediata, l’appassionato docente riesce ad interagire subito con l’allievo e prepara le condizioni necessarie per un apprendimento non solo efficiente ma soprattutto efficace. 

Fermo restando che la didattica deve essere personalizzata allievo per allievo, in modo da adattarsi al meglio per aiutarli a rendere al massimo, occorre sottolineare una comunanza di aspetti che sono sempre validi, a prescindere dall’allievo che ci si trova di fronte. Nella didattica è essenziale adottare sempre l’approccio più semplice e immediato, in modo tale da consentire all’allievo di non “sprecare” tutte le risorse di cui dispone per imparare un’unica cosa, stancandolo o addirittura sfinendolo su un solo argomento, magari per l’esecuzione di un unico vocalizzo.

 

Dove fare lezione: l'ambiente

Spesso sottovalutati anche dagli addetti ai lavori, i fattori ambientali, cioè le caratteristiche dell’ambiente dove si svolge la lezione, sono altri aspetti che un appassionato docente dovrebbe assolutamente in considerazione e riguardano l’ambiente in cui il docente svolge la lezione. È fondamentale che l’ambiente sia tranquillo e accogliente, in modo da far sentire l’allievo a proprio agio: eventuali tensioni dell’allievo influisco sia sull’apprendimento che sull’emissione vocale. 

Un ambiente ideale ove svolgere una lezione prevede che vi sia un buon ricambio d’aria e che la climatizzazione sia adeguata ad una temperatura confortevole, cioè caldo d’inverno e fresco d’estate; questi fattori, come gli altri elencati in precedenza, possono influire non poco sull’approccio dell’allievo. 

L’ambiente, poi, deve avere una sonorizzazione adeguata a garantire un ritorno del suono che sia il meno possibile alterato dall’ambiente;

In ultimo, ma non meno importante, è fondamentale che l’ambiente sia insonorizzato anche per garantire privacy all’allievo: il 90% di questi, infatti, si sentono a disagio al pensiero che altre persone possano ascoltarli. Questo aspetto, che pur non rende migliore l’ambiente interno all’aula ove si svolge la lezione, è comunque un fattore determinante per far sì che l’allievo non si senta imbarazzato e possa dedicarsi completamente e serenamente all’apprendimento, senza timori.

 
 

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